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Cinema

L’irriverente tenerezza di Pare parecchio Parigi3 minuti di lettura

I film ispirati a storie vere hanno sempre quel qualcosa che li contraddistingue. Ci sono storie più o meno fedeli alla realtà, quelle che intendono darci un rimando quanto più aderente possibile al vero, e altre nelle quali la libertà del regista si insinua in maniera più marcata nella vicenda.

Probabilmente, questo è il caso di Pare parecchio Parigi, ultimo film di Pieraccioni nelle sale in questi giorni, liberamente ispirato a fatti realmente accaduti. Era il 1982 quando una coppia di fratelli, Michele e Gianni Bugli, fece credere al padre malato di aver viaggiato fino a Parigi. In realtà, però, i tre non uscirono quasi mai dal loro podere.

Trama

Analogamente, nella sua pellicola Pieraccioni si fa protagonista, insieme a Giulia Bevilacqua e Chiara Francini, di un bizzarro trio di fratelli che architetta una messinscena, ricca di situazioni e incontri rocamboleschi, per far credere al padre malato e quasi cieco (interpretato da Nino Frassica) di essere in viaggio alla volta della capitale francese.

Bernardo, Giovanna e Ivana, dopo essersi persi di vista per cinque anni, si ritrovano in ospedale, dove sono stati convocati per assistere il padre, il prof. Cannistraci, in seguito a un malore. I tre non hanno un rapporto idilliaco con il genitore e stabiliscono per mezzo di una sorta di morra cinese chi di loro dovrà ospitarlo in casa una volta fuori dalla struttura sanitaria. Viste le condizioni dell’uomo, Bernardo deciderà di noleggiare un camper insieme alle sue sorelle per esaudire il suo ultimo desiderio: andare a Parigi. Impossibilitati ad allontanarsi poiché sotto la responsabilità dell’ospedale, che ha affidato loro il padre in dimissioni protette, opteranno per fingere di partire per la città d’oltralpe, rimanendo in realtà nei dintorni del maneggio di Bernardo.

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Gli attori in una scena del film © 01 Distribution

Non solo un film comico

Da qui si susseguiranno una serie di vicende ai limiti dell’assurdo che andranno a edulcorare, con tratti di comicità, una vicenda che ha un fondo di malinconia. Il viaggio, seppur nato da una bugia, è da intendersi anche come viaggio in senso metaforico, che porterà i vari personaggi a scoprire verità e tasselli mancanti delle loro vite e a cogliere questa singolare occasione per mettersi a nudo.

La famiglia Cannistraci è una di quelle famiglie fatte di persone che sembrano sentirsi strette nei reciproci rapporti di parentela, e che il destino, come spesso accade, riunisce in una situazione difficile che le costringe a cooperare mettendo insieme le proprie forze – il tutto, ovviamente, filtrato attraverso la lente dell’ironia e della comicità, a tratti anche audaci.

Dedicato ai sognatori

Pare parecchio Parigi è una commedia che celebra il potere della fantasia e le possibilità di sfruttare anche le situazioni avverse che la vita inevitabilmente ci pone davanti per trarne del buono. È un film che celebra i sognatori, chi è in grado di reinventare la realtà vedendo oltre i suoi limiti e di abbassare le proprie difese, divenendo capace di accettare e accettarsi. E, ultimo ma non meno importante, è un film che celebra la famiglia, con tutte le sue stranezze, con gli screzi e le sue imperfezioni.

Laureata in Mediazione Linguistica, non potrebbe immaginare la sua vita senza libri. Appassionata di editoria e traduzione, ama l’arte e la musica e adora i gatti. Collabora con l’app DailyArt come correttrice di bozze ed è al suo esordio come traduttrice editoriale con “I racconti di Burnett”.