Art Shapes
ANISH_KAPOOR-UNTRUE_UNREAL_-min
Arte

Mostre 2023: le migliori dell’anno5 minuti di lettura

Il 2023 è agli sgoccioli e mentre le sedi museali annunciano e organizzano grandi mostre in tutta Italia, noi ricordiamo le esposizioni più memorabili dell’anno, tra arte contemporanea, antica e moderna, tra grandi sedi e piccoli centri. Alcune di queste sono ancora in corso fino al prossimo anno, quindi perché non prendere spunto?

Il mondo di Tim Burton

Ormai sono passati alcuni mesi dall’apertura della mostra dedicata al genio di Tim Burton  (California, 1958) presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino e possiamo dirlo: è stata un successo. 

Un viaggio nella mente del regista, difensore dei reietti e degli incompresi, con oltre 500 opere presenti tra bozze, storyboard, acquerelli, polaroid e pupazzi originali dei set. Il percorso espositivo, suddiviso in nove sezioni tematiche, segue l’evoluzione di questo outsider del cinema americano. Scopriamo per prime le sue influenze artistiche quali i film giapponesi, il cinema espressionista, gli horror degli Universal Studios, lo stop-motion di George Méliès, le performance attoriali di Vincent Price e di Fellini; si susseguono poi nuove creazioni, dettagli, paesaggi, figurazioni, ma soprattutto personaggi memorabili, iconici. Spesso discriminati, emarginati, senza un loro posto nel mondo, i personaggi di Burton sono quelli in cui alla fine ognuno di noi può ritrovarsi; solitari e timidi, incompresi, maldestri o tenaci, ma tutti profondamente umani, anche e soprattutto quando non fanno parte del nostro mondo. 

La creatività visionaria del regista, raccontata in modo autentico e completo negli spazi della Mole, ci travolge, ci affascina e ci ricorda perché si può amare così profondamente il cinema.

Rachele Bettinelli

FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024

Credits: Guido Harari

Un anniversario importante per la musica italiana: i primi quarant’anni dei CCCP, una delle band più rivoluzionarie della storia del nostro paese.

L’ensemble emiliano formato da Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Fatur e Annarella Giudici festeggiano quattro decenni con una serie di iniziative da non perdere. Innanzitutto la mostra FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024, un concentrato di dischi, foto inedite, testi di canzoni (alcune inedite), memorabilia, abiti di scena, articoli di giornale e tanto altro. L’esposizione è ai Chioschi di San Pietro di Reggio Emilia fino all’11 febbraio 2024.

Oltre al materiale della band, ad arricchire l’esposizione oggetti che ricordano l’universo “rosso” di quegli anni. Una Trabant parcheggiata in cortile circondata da cavalli di frisia e bandiere di ex repubbliche socialiste. Ma non è affatto una mostra nostalgica, solo il ritrovarsi davanti a un mondo che non esiste più. Un fenomeno culturale dall’impatto ancora oggi molto forte.

Il compleanno dei CCCP non si è esaurito solo con la mostra: al Teatro Valli di Reggio Emilia, infatti, due concerti (quasi) a sorpresa hanno incantato tutta la platea il 21 e 22 ottobre. C’è chi ha detto che riempire il teatro della loro città era scontato, ma i due concerti sold out dei prossimo 24 e 25 febbraio all’Astra Kulturhaus di Berlino raccontano tutt’altro.

Luigi Maffei

Anish Kapoor. Untrue Unreal

A Palazzo Strozzi, a Firenze, è approdato uno degli artisti internazionali più quotati: Anish Kapoor (Mumbai, 1954). Con la mostra Anish Kapoor. Untrue Unreal, curata da Arturo Galansino, si assiste ad un dialogo tra le sue opere storiche, quelle più recenti e l’architettura rinascimentale del palazzo. Kapoor indaga lo spazio e il tempo, il dentro e il fuori. Invita a esplorare i limiti e le potenzialità del nostro rapporto con il mondo e a riflettere su dualismi come corpo e mente, natura e artificio, irreale e inverosimile. Gli ambienti intimi, le forme conturbanti, le monumentali installazioni, i paesaggi illusori e l’utilizzo del colore come fenomeno immersivo travolgono le percezioni del visitatore, mettendo in discussione ogni certezza e sollecitando ad accogliere la complessità di ciò che ci circonda.

Per mettersi alla prova con l’arte di un artista che ha rivoluzionato l’idea di scultura c’è tempo ancora fino al 4 febbraio 2024.

Irene Rivolta

Rodin e la danza

Auguste Rodin, Femme accroupie, petit modèle, Musée Rodin, Parigi. © musée Rodin – photo Christian Baraja

Al Mudec di Milano fino al 10 marzo 2024 va in scena (è il caso di dirlo) la mostra Rodin e la danza, dedicata allo studio del grande scultore francese sul movimento armonico del corpo umano.

60 opere raccontano il rapporto tra il grande scultore e il movimento, messe in dialogo con fotografie, disegni e reperti etno-antropologici relativi al mondo cambogiano. A completare la narrazione video e documentari d’epoca dedicati alle ballerine che Rodin ebbe modo di incontrare e studiare e alle tipiche danze cambogiane.

Una mostra che incanta, essenziale ma coinvolgente. Rodin riesce a restituire il senso del movimento vorticoso, sopratto negli studi sulla danza cambogiana, così lontana dalle esibizioni composte delle ballerine sul palco dell’Opera di Parigi, così care agli artisti suoi contemporanei.

Gli articoli firmati dalla redazione di Art Shapes. Pezzi collettivi o firmati a più mani dai nostri autori.