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Musica

La Sad: dal lockdown all’Ariston. Chi sono i punk di Autodistruttivo3 minuti di lettura

La prima volta che ho ascoltato La Sad è stata nel 2020, anno funesto del COVID e del lockdown, durante una live su Twitch. Inutile dire che è stato amore a prima vista per chi, come me, è cresciuto a pane e punk rock.

Ma chi sono La Sad? Trio nato nel 2020 dalla convivenza forzata tra Theo (quello con i capelli verdi), bresciano classe ’87 con un passato nel duo trap Danien & Theo, Plant (capelli blu), 24 anni dalla Puglia, con un background di cui si sa poco, e Fiks (quello che urla DAGHE con la cresta rosa), nato nel 1990 in Veneto, con un trascorso in alcuni gruppi emo e rap.

Dal lockdown a Sanremo

Il primo pezzo caricato in assoluto su Spotify, Summersad, è un brano dalle forti influenze punk anni 2000 e con un testo tutt’altro che banale, che caratterizza sin da subito l’identità del gruppo, la voglia di fare punk, trattando temi importanti quali depressione, ansia, suicidio e dipendenze.

Canzone dopo canzone i fan aumentano, alcuni loro ritornelli iniziano a sbarcare anche nei reels di Instagram e TikTok, e sui loro canali social spesso pubblicano messaggi di fan che ammettono che le loro canzoni hanno salvato delle vite, sono stati una luce nel buio in momenti difficili.

Certo, se li osserviamo in maniera superficiale vediamo tre ragazzi con i capelli colorati che cantano, con l’aiuto dell’autotune, canzoni che ricordano i Blink 182 o i Sum 41, ma andando oltre alle apparenze, dietro i La Sad ci sono tre ragazzi, ognuno con una storia diversa, che decidono di mettersi insieme per parlare direttamente a chi ogni giorno soffre, a chi ha problemi sentimentali, a chi non vede una via d’uscita, e ci stanno riuscendo.

Per me invece, ascoltare La Sad è un guilty pleasure. Le loro canzoni mi riportano alla memoria gli anni dell’adolescenza e della  spensieratezza. Sono una presenza fissa in ogni mia playlist, dal workout al tragitto di ritorno del lavoro.

Anche live si sono sempre dimostrati all’altezza delle aspettative, sanno stare sul palco, sanno far divertire il pubblico. La scorsa estate, per esempio, sono stati chiamati da Fedez per il consueto LoveMi in Piazza Duomo, segno che erano ufficialmente entrati nel circuito mainstream.

E quando il 3 dicembre 2023, durante il TG1, ho scoperto che La Sad sarebbero stati tra i 30 big in gara al Festival di Sanremo, mi sono emozionato, come se fossero degli amici, che hai visto, artisticamente parlando, nascere, crescere, fare numeri, sfornare pezzi interessanti uno dopo l’altro con la consapevolezza che stanno parlando a me, a te, a chiunque si senta solo, incompreso, diverso, anche se non hai una cresta rosa, ma indossi una camicia tutti i giorni, un po’ diverso ti senti, per quello che hai dentro, e tramite certe canzoni, ti senti compreso, catapultato in una safe zone.

Con Autodistruttivo, il brano che hanno portato e con l’esibizione durante le serate, hanno saputo cogliere l’importante occasione e sono riusciti ad andare oltre ogni apparenza, oltre ogni meme. Magari molti avranno difficoltà ad ammetterlo per colpa di quella maschera di apparenza che dobbiamo portare ogni giorno, che ci porta a sentirsi giudicati da amici o colleghi, però, sono sicuro che sotto sotto, ognuno di noi STA NELLA SAD.

Sono un consulente commerciale dall'anima rock . Amo la musica, non posso vivere senza un paio di cuffie e credo che una canzone salverà il mondo. Sono qui per condividere con voi la mia passione, dai nuovi album, concerti e nuovi talenti.