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Musica

Grace di Jeff Buckley: album incompreso o sopravvalutato?5 minuti di lettura

Grace di Jeff Buckley è un album che non piace a tutti. Sarà per l’elevato tasso emozionale concentrato in 10 tracce, per la spiritualità che emana, o forse per la raffinatezza degli arrangiamenti, fatto sta che non è di immediata comprensione. Un disco difficile da catalogare, nel quale si percepiscono le influenze musicali a tutto campo del cantante, dal rock al blues, dal folk al jazz, dal grunge al soul, tanto che Rolling Stone lo definì “a metà strada tra metallo e angeli”.

A dispetto della tiepida accoglienza del pubblico, Grace di Jeff Buckley raccolse il consenso unanime da parte della critica e non solo. Personaggi del calibro di David Bowie, Bob Dylan, Jimmy Page e Robert Plant non persero l’occasione di esprimere pubblicamente il loro apprezzamento nei confronti del talentuoso statunitense. Una stima contraccambiata dato che il musicista adorava i Led Zeppelin, suoi idoli fin da ragazzino. Pare che Whole Lotta Love fu l’ultima canzone canticchiata prima di sparire inghiottito dalle acque del Wolf River la sera del 29 maggio del 1997.

L’album Grace di Jeff Buckley: una voce fuori dall’ordinario

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Grace di Jeff Buckley

Ciò che emerge da Grace di Jeff Buckley, e che mette d’accordo tutti, è l’esplosiva e angelica voce del cantante, dotato di un’estensione vocale fuori dall’ordinario. Versatile, capace di cambiare continuamente registro, il cantautore si muove tra sussurri, falsetti e urla con una grazia e una naturalezza disarmanti.

Ma i virtuosismi tecnici in questo caso non sono pura accademia ed i testi poetici toccano le corde emotive di chi è all’ascolto. Il suo stile interpretativo e compositivo, così personale, ha influenzato diversi artisti contemporanei, dai Muse a Lana del Rey, dai Radiohead ai Coldplay.

La genesi di Grace

Grace di Jeff Buckley, prodotto da Andy Wallace, fu pubblicato negli Stati Uniti nell’agosto del 1994 dall’etichetta Columbia Records. Le tempistiche della registrazione in studio, iniziata nel settembre dell’anno precedente, si dilatarono principalmente per due ragioni.

In primo luogo la band fu assemblata dallo stesso cantautore solo poche settimane prima dell’inizio delle sessioni. Dunque il processo creativo iniziò a dare i suoi frutti quando i componenti ebbero modo di conoscersi entrando in sintonia. La formazione iniziale vide gli ingressi del bassista Mick Grondahl e del batterista Matt Johnson, ai quali successivamente si unì il chitarrista Michael Tighe, coautore del brano So Real. Inoltre Buckley richiamò l’ex compagno dei Gods & Monsters, Gary Lucas, il cui contributo risultò fondamentale. Infatti fu lui a comporre i passaggi strumentali per chitarra di quelli che poi sarebbero diventati Mojo Pin e Grace, rispettivamente la traccia di apertura e la title track.

In secondo luogo il perfezionismo del musicista prese il sopravvento. Così per ciascuna canzone venne sperimentata una quantità pressoché infinita di arrangiamenti, parti vocali e strumentali. Quindi l’artista si ritrovò con il delicato compito di cristallizzare la versione definitiva da incidere.

Le canzoni più belle tratte da Grace di Jeff Buckley

Grace, l’unico album in studio di Jeff Buckley preceduto dall’EP Live at Sin-é, è composto da 10 canzoni, 7 delle quali portano la sua firma. Le restanti sono le cover di Lilac Wine, Corpus Christi Carol e la celeberrima Hallelujah, che ad oggi su Youtube ha toccato quota 197.026.785 visualizzazioni.

Di seguito vi proponiamo i nostri 4 brani preferiti tratti dal disco.

Lover, You Should’ve Come Over

“It’s never over, my kingdom for a kiss upon her shoulder
It’s never over, all my riches for her smiles when I sleep so soft against her
It’s never over, all my blood for the sweetness of her laughter
It’s never over, she is the tear that hangs inside my soul forever”.

Dream Brother

Don’t be like the one who made me so old
Don’t be like the one who left behind his name
Cause they’re waiting for you like I waited for mine
And nobody ever came”.

Mojo Pin

“I’m lying in my bed
The blanket is warm
This body will never be
Safe from harm
Still feel your hair
Black ribbons of coal
Touch my skin
To keep me whole
Oh…if only you’d come back to me
If you laid at my side
Wouldn’t need no Mojo Pin
To keep me satisfied”.

Grace

“And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine
We both might go tomorrow
Oh my love
And the rain is falling
I believe my time has come
It reminds me of the pain
I might leave
Leave behind.

Copywriter e redattrice freelance, appassionata di libri e scrittura, spero un giorno di poter produrre narrativa per ragazzi. Il mio motto è "Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo".