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Arte

David e Golia: il mito attraverso la scultura8 minuti di lettura

Il mito di David e Golia ha affascinato artisti di ogni epoca e ambito, dalla pittura al cinema. La Bibbia narra l’eroica impresa del giovane David che, per difendere il popolo d’Israele, si offre di combattere il temibile gigante Golia, appartenente all’esercito dei Filistei.

Nonostante l’inesperienza in campo bellico, il ragazzo riesce ad avere la meglio sull’avversario, dapprima scagliandogli contro una pietra e poi finendolo per mezzo della sua stessa spada e portandone il capo reciso a Gerusalemme come trofeo.

Artisti a confronto

L’arte italiana vanta tre celebri rappresentazioni scultoree dell’eroe biblico che oggi vogliamo proporre ai nostri lettori. Le opere in questione sono da ricondurre a tre grandi maestri che ci hanno lasciato capolavori di inestimabile valore: Donatello, Michelangelo e Bernini. Interessante è vedere come questi artisti di epoche diverse si siano approcciati al medesimo tema, tenendo anche conto delle influenze artistico-culturali che hanno caratterizzato il loro tempo.

Il classicismo rivisitato di Donatello

Dal punto di vista cronologico, la prima opera che incontriamo è quella di Donatello, risalente al 1440 circa e attualmente conservata al Museo del Bargello di Firenze. La prima differenza evidente con le opere dei suoi successori è legata al tipo di materiale impiegato. Donatello infatti opta per il bronzo, mentre più tardi i suoi colleghi scolpiranno il David nel marmo.

Qui, il giovane, colto nel momento successivo all’uccisione di Golia, è raffigurato in piedi, mentre tiene nella mano sinistra una pietra e nella destra la spada con la quale ha decapitato il gigante, la cui testa giace sotto ai suoi piedi.

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Donatello, David, marmo, 1440 circa, Museo del Bargello, Firenze

Il David indossa solo un elmo e dei calzari; i capelli scendono fluenti sulle sue spalle e il volto fiero mostra un’espressione di compiacimento per l’impresa appena compiuta. Proprio i calzari alati hanno portato alcuni studiosi a interrogarsi sulla possibilità che la scultura fosse in realtà un ritratto del dio Apollo. La figura nuda ed esile del ragazzo starebbe invece a simboleggiare la sua astuzia – David non ha particolari doti belliche, ma decide di combattere Golia con altri mezzi ‒ e purezza d’animo.

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Donatello, David, dettaglio volto

Gli arti del giovane assumono una posizione che li mette in contrapposizione tra loro secondo un rapporto definito chiastico: il braccio destro, in tensione, tiene la spada, e si contrappone alla gamba sinistra piegata e a riposo; viceversa, il braccio sinistro, piegato, è posto in contrapposizione alla gamba destra tesa, sulla quale si concentra il peso della figura.

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Donatello, David, chiasmo

Nonostante si possa notare un rimando al classicimo, da ricercare nella rappresentazione della figura nuda, tipica della tradizione greca, Donatello apporta un elemento innovativo. Il corpo del ragazzo infatti non è possente, ma piuttosto gracile e piccolo.

Sebbene l’attenzione cada principalmente sulla figura del David, va sottolineata la minuziosità con la quale Donatello ha realizzato il volto di Golia: dall’elmo finemente decorato alla barba curata nei minimi dettagli.

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Donatello, David, dettaglio testa di Golia

Michelangelo: David, uomo del Rinascimento

Decisamente diversa è l’impressione che che si ha nell’osservare la scultura di Michelangelo. Ciò che colpisce a primo impatto è sicuramente l’imponenza della scultura, che supera i 5 metri di altezza. Non a caso, l’opera è stata realizzata in pieno Rinascimento, un periodo di rinascita, come lascia intendere il termine stesso, in cui gli ideali dell’umanesimo portarono a una rivalutazione dell’uomo e delle sue capacità. Attualmente conservato presso la Galleria dell’Accademia di Firenze, è considerato uno dei più grandi capolavori di sempre, nonché tra i principali simboli di Firenze.

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Michelangelo, David, marmo, 1501-1504, Galleria dell’Accademia, Firenze

A differenza dell’opera di Donatello, la scultura di Michelangelo rappresenta il David nel momento antecedente al fatto. In questo caso, il giovane è totalmente nudo, munito solo di una fionda. I muscoli sono tesi e le vene in rilievo, a indicare la tensione del momento imminente in cui avrebbe sferrato il colpo a Golia. L’azione, quindi, è tutta da compiere.

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Michelangelo, David, dettaglio – mano

L’armonia e la perfezione del corpo scolpito nel marmo hanno reso la scultura michelangiolesca l’ideale di bellezza maschile nell’arte per eccellenza, tanto che il Vasari ne scrisse:

Veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine […] con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finí Michel Agnolo.

G. Vasari (Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori)

Il Vasari lodava a tal punto il capolavoro di Michelangelo, che continuando nella sua opera si legge:

Perché in essa sono contorni di gambe bellissime et appiccature e sveltezza di fianchi divine; né ma’ più s’è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi, né mani, né testa che a ogni suo membro di bontà d’artificio e di parità, né di disegno s’accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o negli altri da qual si voglia artefice.

G. Vasari (Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori)

Il David è concentrato sulla sfida che sta per affrontare; il focus qui non è sulla fionda e sulla pietra, appena visibili, e la sua vittoria non è frutto della mera forza fisica. L’artista vuole mettere in risalto la razionalità dell’eroe, la sua natura pensante.

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Michelangelo, David, dettaglio – volto

Sebbene dunque la sua figura sia universalmente considerata come un modello estetico di riferimento, l’enfasi è da ricercare nella forza intellettuale, che la rende l’emblema dell’ideale di uomo rinascimentale.

Analogamente alla scultura donatelliana, anche qui è possibile riscontrare una struttura chiastica, che mette ancora una volta in contrapposizione arti a riposo con arti in azione.

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Michelangelo, David, chiasmo

Il David in stile barocco di Bernini

L’opera di Bernini si colloca in epoca barocca, e basta osservarla per capirne il motivo: il David è infatti rappresentato nel bel mezzo dell’azione e quindi in movimento, secondo il gusto tipico del periodo. Ciò lo pone in contrapposizione alle opere che lo hanno preceduto e, in particolare, alla versione di Michelangelo, che suggerisce un’idea di staticità e compostezza. Similmente a questa, però, anche l’opera di Bernini vede l’assenza di Golia. Il giovane, infatti, sta per scagliare la pietra, il colpo sta per essere sferrato; l’azione è dunque in pieno svolgimento.

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Bernini, David, marmo, 1623-24, Galleria Borghese, Roma

Da qui la torsione del busto, con le braccia che si preparano per il lancio, mentre David tiene tra le mani la fionda e il sasso; analogamente, le gambe contribuiscono a conferire un senso di dinamismo. Il volto è animato da un’espressione di estrema concentrazione, accentuata dalle labbra serrate e dalla fronte corrugata.

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Bernini, David, dettaglio – volto

Curiosità: il volto del giovane altro non sarebbe che un autoritratto dello stesso Bernini. L’identificazione dello scultore con l’eroe biblico evidenzia un parallelismo: come David sfida e sconfigge Golia, Bernini sfida ambiziosamente il blocco di marmo, dando vita ancora una volta a un’opera straordinaria.

Laureata in Mediazione Linguistica, non potrebbe immaginare la sua vita senza libri. Appassionata di editoria e traduzione, ama l’arte e la musica e adora i gatti. Collabora con l’app DailyArt come correttrice di bozze ed è al suo esordio come traduttrice editoriale con “I racconti di Burnett”.