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Arte

Berthe Morisot: modella, musa e amore proibito di Manet4 minuti di lettura

Berthe Morisot, una delle più grandi artiste impressioniste, fu anche musa e modella di Manet, che la ritrasse in numerose tele. Quella tra Édouard Manet e Berthe Morisot fu una travagliata storia d’amore intrisa di passione, che ebbe luogo alla fine del XIX secolo.

Questo sentimento, però, non trovò sfogo che nelle menti e nei cuori dei due brillanti artisti. Impossibilitati dai rispettivi obblighi coniugali e dalle costrizioni morali imposte dalla società, crearono una dimensione artistica tutta per loro, all’interno della quale trovarono la loro libertà, trascorrendo ore fatte di dichiarazioni d’amore e dolci parole sospirate.

L’incontro

Il primo incontro tra Manet e Berthe si ebbe tra il 1867 e il 1868 al Museo del Louvre, quando l’artista Henri Fantin-Latour presentò le sorelle Morisot allo scandaloso pittore idolo dei giovani artisti dell’epoca. A quel tempo, Berthe non era incline alla vita coniugale, mentre Manet era sposato già da qualche anno e stava crescendo con sua moglie un bambino sulla cui paternità aleggiava del mistero: non si sapeva se fosse il figlio dell’artista o suo fratello.

Una nuova musa

Fin dal loro primo incontro, Manet seppe che la Morisot sarebbe divenuta la sua musa e la nuova modella per i suoi dipinti. Poco tempo prima aveva pianificato di realizzare un ritratto di gruppo ispirato alle Majas al balcone di Goya, ma non era riuscito a trovare dei soggetti da ritrarre che ritenesse adatti. Berthe sembrò perfetta per quel ruolo e lei non poté certamente rifiutare una simile proposta: dopotutto, Manet era l’artista più in voga del momento.

Da sx: F. Goya, Majas al balcone, olio su tela, 162 x 107 cm, 1808-14, collezione privata, Svizzera; É. Manet, Il balcone, olio su tela, 170 x 124 cm, 1868-69, Musée d’Orsay, Parigi

La sfida di una donna moderna

In un tempo in cui le donne erano vittime di regole rigide circa la vita sociale e, ancor più, professionale, l’aspirante pittrice impressionista Berthe Morisot mise a repentaglio la propria reputazione per posare come modella per Manet, che si era già guadagnato una cattiva fama con Olympia e Colazione sull’erba.

Alcuni ritratti di Berthe Morisot realizzati da Manet (da sx.: Berte Morisot reclinata, Giovane donna con una scarpa rosa e Il riposo)

Il suo essere così aperta e moderna risultava inappropriato per una donna dell’alta società dell’epoca, in cui perfino girare tutta sola era considerato un taboo. Dall’arte della Morisot trasparivano le profonde differenze che esistevano tra uomini e donne anche in campo artistico. Tuttavia, nonostante fosse costretta a rispettare determinate restrizioni, come quella di poter rappresentare esclusivamente scene domestiche che avessero come protagonisti prevalentemente donne e bambini, la Morisot consentì a Manet di sfruttare la propria immagine, sebbene ciò fece di lei una figura controversa all’interno dei circoli d’arte parigini.

Alcune opere di Berte Morisot (da sx: Bambina con la bambola, La culla e Donna alla toilette)

Il fascino di Manet

Manet incarnava in qualche modo la figura del dandy e il suo spirito libero e indipendente faceva di lui un vero leader. Affascinante e socievole, era stato educato come un vero gentleman. Non risulta quindi difficile immaginare che la Morisot ne fosse infatuata. Sebbene Manet avesse potuto sedurla e fare di lei la sua amante, decise di tener fede ai propri doveri coniugali e di preservare il buon nome di lei, anche a costo che divenisse la moglie di suo fratello Eugène.

Due artisti alla pari

L’unione tra i due obbligò Manet a rinunciare a Berthe come sua modella. Lei proseguì la sua carriera artistica oltre il matrimonio e fino alla sua morte, avvenuta all’età di 54 anni. Sebbene gli storici dell’arte abbiano tradizionalmente parlato dell’influenza che Manet ebbe sulla Morisot, c’è da dire che si trattò di un rapporto alla pari, all’interno del quale l’influenza fu reciproca.

B. Morisot, Eugène Manet e sua figlia nel giardino di Bougival, olio su tela, 73 x 92 cm, 1881, Musée Marmottan Monet, Parigi

Laureata in Mediazione Linguistica, non potrebbe immaginare la sua vita senza libri. Appassionata di editoria e traduzione, ama l’arte e la musica e adora i gatti. Collabora con l’app DailyArt come correttrice di bozze ed è al suo esordio come traduttrice editoriale con “I racconti di Burnett”.